Uniformare l’ ID.E. sul territorio Nazionale

 

Come trattato in precedente pubblicazione su questo sito, l’ identificazione elettronica (ID.E.) dei ruminanti in Regione Campania, rimane “un’esclusiva” obbligatoria per la specie bufalina e per quella ovicaprina.

 

Tale dispositivo di riconoscimento dei bufali allevati, a far data dal 2006, viene somministrato nel bestiame della Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia.

Per quanto concerne il territorio della nostra regione, possiamo tranquillamente affermare che l’ ID.E. ha rappresentato e rappresenta tutt’ora un vero successo in termini di gestione anagrafica dei capi bufalini, di tracciabilità degli stessi, proprio per le caratteristiche fisiche di composizione e stabilità del bolo ruminale, senza problematiche fisiologiche per gli animali e con piena istocompatibilità a livello del reticolo gastrico.

Tuttavia, rimangono ancora esclusi da tale obbligo gli allevamenti delle altre regioni italiane, tra l’altro confinanti con la Campania, che detengono la bufala mediterranea.

Ci si riferisce principalmente alla regione Lazio, i cui capi bufalini, oggetto di compravendite, inoltrati verso gli allevamenti della promiscua regione Campania, non soggiacciono all’obbligo dell’ ID.E. Risulta poi obbligatorio per Noi di Sanità Animale dover provvedere ad identificarli elettronicamente. Ritengo che questa situazione sia da intendersi come una forma di “federalismo zootecnico” che non approvo in quanto anacronistico con le realtà e le problematiche attuali in materia di identificazione anagrafica e sanitaria. Forse qualcuno converrà sul fatto che, per il solo vantaggio geoclimatico e agroalimentare di poter allevare al meglio centinaia di bufale mediterranee, vi sia forte discriminazione legislativa a livello Ministeriale, nonché pregiudizi, considerando ancora la Campania come la regione degli imbrogli e delle sofisticazioni.

La legislazione regionale, oculata, mirata, ben calcolata e calibrata, ha invece ribaltato questo concetto/pregiudizio, adottando il miglior sistema di identificazione elettronica e sanitario (prestazioni sanitarie intrecciate con la BDN), telematico (SANAN, SIMAN, GISA, ORSA ..) da prendere come modello per tutte le regioni italiane e gli Stati Membri.

Ma ai fini della corretta e reale tracciabilità, non Vi sembra un controsenso ??

La tracciabilità dell’animale è la stessa per tutti o cambia da regione a regione di uno stesso Stato?

Sarebbe come dire che l’etichetta (obbligatoria per legge) stampigliata su una confezione di alimento puo’ tranquillamente mancare se l’alimento viene prodotto in una regione diversa dalla Campania e poi venduto a spacci alimentari presenti sul nostro territorio. I prodotti della Campania, invece, acquistati o prodotti e poi venduti dentro e fuori della regione stessa devono obbligatoriamente riportare l’etichetta.

E poi, siamo davvero sicuri che quel bufalo avente per matricola auricolare X, corrisponda esattamente al capo X sia da un punto di vista anagrafico che sanitario ?

Personalmente ritengo che il microchip ruminale equivalga all’etichetta delle confezioni alimentari, con una sola differenza: l’etichetta è direttamente leggibile in quanto diretta al consumatore finale, “l’etichetta dei bufali” ovvero il microchip, è leggibile e consultabile invece online.

Infatti, interrogando quel numero di bolo in BDN, l’applicativo ci restituisce tutti i dati relativi all’animale e quindi al “prodotto in questione” ovviamente con specifiche variazioni ma qualcuna pienamente assimilabile all’ etichetta alimentare.

Vi propongo questo esempio di assimilabilità tra etichetta e bolo ruminale:

bolet

 

 

 

 

 

 

Concludendo, il problema della non uniformità di ID.E. bufalina sul territorio nazionale (vi sono allevamenti in Lazio, Molise, qualcuno ha iniziato in Lombardia ecc..) e su quello europeo, risiede, probabilmente, nella mancata elaborazione di eventuale Direttiva Comunitaria, Decisione, Regolamento o quant’altro, come atto concreto derivato da  un’ interessante Relazione di Bruxelles del 25.01.2005 . In quella sede la specie principalmente oggetto di attenzione è la specie bovina.

I contenuti di tale Relazione sono carichi di valutazioni, analisi, considerazioni e critiche del tutto positive verso questo sistema anagrafico.

pubblicato il 20 Giu 2012

 

 

Dr. Riccardo Alemanno

 

 

 

 

 


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