Il sistema di reclutamento dei Veterinari nella P.A.

fnuoviIl sistema di reclutamento dei medici veterinari nella Pubblica Amministrazione

Il sistema di reclutamento dei medici veterinari nella Pubblica Amministrazione” è stato uno dei temi affrontati nel Consiglio Nazionale tenutosi a Roma nei giorni 7, 8 e 9 novembre u.s.

Il tavolo, coordinato dal Dr. Nicola De Luca, Presidente dell’Ordine di Pescara e del Collegio dei Revisori dei Conti della Federazione, ha visto la partecipazione della Dott.ssa Francesca Rancitelli, Dirigente Amministrativo della ASL di Pescara, del Dott. Silvano Severini, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Marche ed Umbria, del Dott. Giacomo La Rosa, Presidente dell’Ordine di Trapani e della Dott.ssa Claudia Boldetti, medico veterinario del Ministero della Salute in servizio presso il PIF di Malpensa.
L’argomento proposto all’attenzione del Consiglio Nazionale

nasceva dall’esigenza di conoscere con maggiore dettaglio le norme relative al reclutamento dei medici veterinari nella P.A., di individuare i punti critici del sistema, di cercare di dare una risposta alle segnalazioni di disagio lamentati da diversi colleghi operanti sul territorio,  di verificare l’esistenza o meno di prospettive di impiego in ambito pubblico dei giovani medici veterinari.

Gli interventi hanno riguardato in particolare gli incarichi di natura coordinata e continuativa a cui le Amministrazioni Pubbliche (soprattutto gli IZS) fanno sovente ricorso a causa del blocco del turn over. 
Tali incarichi, secondo la vigente normativa, dovrebbero riguardare prestazioni  di natura temporanea ed altamente qualificate e finalizzate ad obiettivi e progetti specifici, una volta accertata l’impossibilità da parte della P.A. di utilizzare proprie risorse umane. C’è invece un sospetto fondato che tali contratti siano utilizzati per lo svolgimento delle normali mansioni, incrementando di conseguenza il precariato.
L’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) per la specialistica ambulatoriale evidenzia criticità legate  all’applicazione non uniforme sia  sul territorio nazionale che regionale. L’auspicio è che la contrattazione regionale, a cui è demandata la definizione dei compiti dei veterinari convenzionati (articolo 29 bis dell’ACN  contratto di lavoro), possa dare dignità a questa figura professionale ed allentare le tensioni con la dirigenza veterinaria. 
La situazione del precariato all’interno delle strutture operative del Ministero della Salute, è stata rappresentata con grande passione ed emozione dalla Dott.ssa Boldetti , mentre il Dott. Severini ha sottolineato l’esigenza, da parte dell’Istituto  da lui diretto, di poter reclutare un medico veterinario con un profilo professionale diverso da quello attuale.
Sulle opportunità di inserimento dei giovani in ambito pubblico, sebbene il rapporto Nomisma 2013 sulla base di valutazioni espresse dal sistema datoriale abbia evidenziato scarse prospettive di impiego nella P.A., il Dr. De Luca ha richiamato l’attenzione dell’intera assemblea su quanto accadrà nel giro di una decina di anni, quando usciranno dal mondo del lavoro gli oltre 5.000 veterinari pubblici. 
L’intera categoria dovrà affrontare un cambio generazionale delicatissimo nel settore della Sanità Pubblica Veterinaria, a prescindere del tipo di scelta che farà la politica. 

Fonte: FNOVI - 12/11/2014

 


Stampa   Email